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Tiziano Vecellio nasce a Pieve di Cadore negli anni Ottanta del XV secolo. In giovane età si reca a Venezia...
...dove è allievo prima di Gentile e poi di Giovanni Bellini. Nel 1508 probabilmente collabora con Giorgione alla decorazione del fondaco dei Tedeschi. Nel 1513 è invitato a Roma da papa Leone X, ma preferisce rimanere a Venezia dove tre anni più tardi, dopo la morte del Giambellino, diventa pittore ufficiale della Serenissima. La sua fama si diffonde e anche i duchi di Ferrara, Mantova e Urbino richiedono le sue opere. Negli anni Trenta entra in contatto con l’imperatore Carlo V di cui diventa pittore ufficiale e alla cui corte si reca due volte nel 1548 e nel 1551. Negli anni Quaranta inizia la sua collaborazione con papa Paolo III Farnese e la sua famiglia. Dalla metà del secolo l’impegno veneziano di Tiziano scema: da questo punto in poi la gran parte della sua attività viene assorbita dalla committenza iberica prima di Carlo V e poi del figlio Filippo.Se l’opera del giovane Tiziano si caratterizza per la nitidezza delle immagini, negli ultimi anni il pittore arriverà a plasmare il colore anche con le dita come se fosse creta: le immagini sono definite da macchie di colore per cui ad uno sguardo troppo ravvicinato non posso essere percepite, mentre da lontano appaiono perfette. Tiziano muore a Venezia il 27 agosto 1576 lasciando incompiuta la Pietà, opera che avrebbe voluto per la propria sepoltura nella chiesa dei Frari.
Nella basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari sono conservate due delle più importanti opere giovani di Tiziano: l’Assunta e la Pala Pesaro. La prima, posta sull’altare maggiore, fu commissionata al pittore da frate Germano, priore del convento, nel 1518; si tratta di una delle opere più famose di Tiziano e si caratterizza per un’agitata scenografia. La Pala Pesaro (1519-1529), invece, è collocata nella navata sinistra al quarto altare dedicato all’Immacolata Concezione che nel 1518 fu ceduta all’omonima famiglia. Il dipinto ha quindi la duplice funzione di glorificare Jacopo Pesaro e i suoi fratelli -qui raffigurati con i santi eponimi- e di illustrare il tema mariano. Se dal campo dei Frari ci spostiamo in direzione di Rialto, nei pressi dell’omonimo ponte, troveremo la seminascosta chiesa di San Giovanni Elemosinario. In questo piccolo edificio rinascimentale, sull’altare maggiore, è collocato un altro capolavoro di Tiziano, la pala raffigurante San Giovanni Elemosinario (1545c.) colto nell’atto di donare una moneta ad un povero mendicante.
Per continuare il nostro percorso sulle tracce di Tiziano, all’uscita dalla chiesa di san Giovanni Elemosinario possiamo, attraversato il ponte di Rialto ed imboccata alla nostra sinistra la calle del Fondaco dei Tedeschi, dirigerci verso le Fondamenta Nuove. È in questa zona, ai Biri nella parrocchia di san Canciano, che Tiziano abitò e tenne il suo studio per molti anni. Lungo il nostro tragitto troviamo la chiesa di santa Maria dei Miracoli, che, anche se non conserva opere di Tiziano, affascina il visitatore con la sua decorazione interna ed esterna di marmi policromi e che è il primo esempio di architettura rinascimentale secondo la scuola dei Lombardo.
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