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Una tavola rotonda sulla gestione turistico-culturale Print E-mail

chiesa di San Vidal
22 aprile 2004

Su iniziativa di Chorus, giovedì 22 aprile scorso presso la chiesa di San Vidal, si sono ritrovate le principali realtà italiane impegnate nella gestione e valorizzazione di luoghi di culto di rilevante interesse storico e artistico.
Lo scopo dell'incontro era dar vita ad un serio confronto tra operatori su metodologie e filosofie di servizio, atto ad identificare alcuni punti fermi irrinunciabili e condivisi. Il tutto come premessa alla verifica della possibilità di offrire una risposta adeguata a quanto recentemente sollecitato da Mons. Carlo Mazza, Direttore dell'Ufficio Nazionale CEI per la pastorale del tempo libero, turismo e sport, e cioè di dar vita a forme di cooperazione più o meno formalizzate tra quanti operano in questo delicato settore.
L'incontro, rigorosamente operativo, si è svolto secondo le modalità della tavola rotonda a porte chiuse, ed ha affrontato questioni cruciali come le diverse forme giuridiche delle realtà che si occupano di assicurare il servizio, i problemi della fiscalità, le responsabilità in materia di servizi al pubblico e di tutela del patrimonio che tale servizio implica, la compatibilità tra uso cultuale ed uso culturale e la loro convivenza all'interno di edifici sacri di alto valore storico e artistico.

Ai saluti del Presidente di Chorus Don Aldo Marangoni e del Delegato Patriarcale per il centro storico Mons. Mario Senigaglia, hanno fatto seguito due relazioni introduttive a cura di Roberto Parro, sui problemi connessi alla fiscalità degli enti gestori e di Luca Baldin, direttore di Chorus, sugli aspetti metodologici che stanno alla base del servizio di gestione e valorizzazione turistico-culturale di complessi monumentali aperti al culto.
Alla sessione di lavori hanno poi offerto il loro contributo i rappresentanti dell'Associazione Chiese Vive di Verona, dell'Associazione Santa Apollonia di Venezia, dell'Opera di Religione di Ravenna, dell'Opera di Santa Croce e dell'Opera per Santa Maria Novella di Firenze, della cooperativa Idea di Lucca, dell'Opera Primaziale Pisana, dell'Opera del Duomo di Siena, della Collegiata di San Giminiano, della cooperativa Siena Viva, dell'Associazione oltre il chiostro di Napoli e dell'Associazione Culturale Agrigento Chiesa Viva.

Tutte gli interventi hanno di fatto evidenziato che a fronte di un'esperienza sicuramente positiva, permangono alcune questioni irrisolte, la prima delle quali è senz'altro un deficit di "riconoscimento" da parte delle autorità ecclesiastiche di un servizio ad elevato valore sociale, che di fatto rende possibile la convivenza tra forme di fruizione altrimenti contrapposte, e sovente conflittualmente, quale quella cultuale e quella culturale.
Al fine di "uscire dall'anomalia", le realtà intervenute nel dibattito hanno convenuto nel considerare importante che chiunque operi in questo campo si impegni a rispettare una sorta di "codice deontologico" minimo, che abbia come capisaldi la finalità non profit degli enti gestori, la professionalità nell'approccio al patrimonio, l'orientamento al pubblico, la qualità del servizio e, non ultima, la trasparenza nella gestione. Si è peraltro sottolineata l'opportunità che il servizio religioso e quello culturale vengano debitamente distinti, evitando sovrapposizioni e confusioni, ma garantendo altresì la primarietà della funzione cultuale.
A tal fine si è concordato di costituire una rete di collegamento tra tutti gli intervenuti e di fissare periodici approfondimenti. I primi temi posti all'ordine del giorno e alla riflessione comune sono:
1. la fiscalità degli enti gestori;
2. il riconoscimento da parte delle autorità civili ed ecclesiastiche;
3. gli standard qualitativi del servizio
4. i contratti di lavoro
Si è concordato inoltre si istituire un dibattito interno per la redazione di un codice di autoregolamentazione che possa fungere da stimolo sia per chi opera che per quanti siano deputati al riconoscimento di queste realtà.
A tal fine una prima traccia di lavoro è stata proposta da Chorus, rinviandone la discussione alla prossima riunione, che si terrà nell'autunno a Firenze.

 
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