La chiesa di Santa Maria del Giglio, di antichissima fondazione (IX sec.), deve le sue forme attuali alla ricostruzione avvenuta nella seconda metà del Seicento. La facciata, opera di Giuseppe Sardi, è una delle più originali e fastose opere barocche veneziane, e nel suo insieme risulta un grandioso monumento alla famiglia Barbaro, rappresentata dalle effigi di cinque fratelli e dalla raffigurazione dei luoghi in cui svolse la sua attività per la Repubblica veneziana Antonio Barbaro.
L'interno, ad unica navata, ha il soffitto piano decorato da grandi tele di Antonio Zanchi. Tutto intorno alla chiesa si può ammirare una notevole Via Crucis, dipinta da alcuni tra i più valenti pittori veneziani tra il 1755 e il 1756 (tra gli altri Francesco Zugno, Gianbattista Crosato, Gaspare Diziani, Jacopo Marieschi). Da segnalare, in quanto di sicuro rilievo, la tela di Peter Paul Rubens rappresentante la Madonna col Bambino e San Giovannino, unica opera del fiammingo a Venezia; gli splendidi Quattro Evangelisti di Jacopo Tintoretto (dietro l'altar maggiore), già portelle dell'organo, nonché le opere di Alessandro Vittoria, Sebastiano Ricci, Giambattista Piazzetta, Jacopo Palma il Giovane e Gian Maria Morlaiter, che fanno di questa chiesa uno straordinario documento d'arte veneziana.