Advertisement
info.png
spacer.png
.

Partners Menu

  • Italian
  • English
  • Franēais
Home arrow churches arrow itinerari consigliati arrow Giambattista Piazzetta
Giambattista Piazzetta Print E-mail
Giambattista Piazzetta nasce a Venezia nel 1683 e partecipa attivamente alla vita artistica rococò di questa città. Figlio di uno scultore...

... ed intagliatore di legno, svolge la sua prima formazione artistica presso Antonio Molinari e forse Silvestro Maniago. A ventitre anni compie un viaggio a Bologna, qui probabilmente entra in contatto con Giuseppe Maria Crespi e studia le opere dei Carracci e soprattutto del Guercino.Le opere che tradizionalmente si datano tra il 1705 e il 1722 sono quadri scuri che hanno per soggetto mezze figure su sfondo indefinito.Il primo dipinto esaurientemente documentato è il San Giacomo condotto al martirio facente parte di una serie di dodici apostoli per la chiesa di san Stae, mentre sua prima opera monumentale è la Gloria di San Domenico del 1722 per la chiesa di SS. Giovanni e Paolo. Nel 1738 porta a termine la pala con i Santi Vincenzo Ferreri, Giacinto e Lodovico Bertrando per la chiesa dei Gesuati.Piazzetta si conquistò anche una solida reputazione internazionale di disegnatore. In qualità di pittore, invece, collezionisti e biografi spesso ne sottolineano la lentezza nel terminare i lavori, ma, allo stesso tempo si distingue per la grande attenzione al significato delle sue opere.Per tutta la sua carriera sperimenta le possibilità formali ed espressive del chiaroscuro e rimane fondamentalmente legato al naturalismo secentesco, seppur non rifiuta mai deliberatamente il Rococò, che anzi declina in chiave personale in alcune opere degli anni Trenta e Quaranta.Nell’ultimo periodo della sua produzione, Piazzetta alterna alle più convenzionali composizioni storiche, soggetti religiosi di minor importanze e soprattutto scene pastorali.Nonostante la grande stima dei veneziani per il pittore (rispetto testimoniato dal fatto che fosse spesso scelto per perizie e restauri di opere pubbliche e che nel 1750 fosse stato eletto primo direttore dell’Accademia statale di Venezia), Piazzetta muore in uno stato d’indigenza nella sua casa al ponte dei Saloni a San Gregorio il 29 aprile 1754.

Il nostro percorso ha inizio con la chiesa di San Stae in cui sono conservate numerose opere del Settecento veneziano tra cui, nel presbiterio, insieme ad altre tele raffiguranti gli apostoli, il San Giacomo condotto al martirio. Il santo regge in mano un libro di pergamena ed oppone resistenza alla presa di una rozza guardia, sullo sfondo emerge l’elegante figura di un giovane cavaliere.La nostra seconda tappa è la chiesa di Santa Maria del Rosario o I Gesuati lungo le Zattere. Se la si raggiunge a piedi, si passa attraverso il campo dei Frari nella cui omonima basilica, tra le numerose opere d’arte, è conservata anche nella sacrestia una Susanna e i vecchioni ascrivibile all’ambito di Giambattista Piazzetta.  

 

 presbiterio_san_stae.jpg    s_giacomo_condotto_al_martirio.jpg    gesuati.jpg   visione_dei_santi.jpg 

 

È, però, appunto a I Gesuati che il nostro pittore si confronta direttamente con il suo avversario Giambattista Tiepolo, che per questa chiesa affresca il soffitto e la zona del coro e realizza una pala d’altare raffigurante tre sante. Piazzetta, invece, realizza nel 1738 una Visione dei santi Lodovico, Bertrando, Vincenzo Ferreri e Giacinto e nel 1743 un San Domenico. Il primo dipinto si trova nella terza cappella di destra e la sua esecuzione è stata consigliata dagli stessi padri domenicani. San Lodovico Bertrando, in basso a sinistra, si caratterizza per uno stupefacente realismo: il volto è ossuto, le mani sono scheletriche e reggono un calice che contiene un serpente (il santo fu avvelenato con del veleno di cobra, ma guarì dopo giorni di sofferenze); al centro san Vincenzo Ferreri in bianco, in estasi e con il suo attributo, la fiammella sulla fronte, e infine a destra san Giacinto in un saio grigio cenere con le sue armi di predicazione tra i Tartari: l’ostia e la statua della Madonna. Il san Domenico, invece, si trova nella seconda cappella di destra a lui dedicata. La tela, caratterizzata dai toni cupi della sua produzione estrema, sprofonda tra i marmi della Gloria d’angeli scolpita da Gian Maria Morlaiter.Per concludere il nostro itinerario sulle orme del Piazzetta, visitiamo la chiesa di Santa Maria del Giglio. Sulla parete destra dell’atrio della Cappella Molin, è, infatti, esposta una tela di Piazzetta e di Giuseppe Angeli, suo allievo, raffigurante San Vincenzo Ferreri. 

 

 
< Prev   Next >
credits InVenting