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Jacopo Palma Il Giovane Print E-mail
Jacopo Negretti detto Palma il Giovane nasce a Venezia nel 1548. Sulle orme del prozio paterno Palma il Vecchio e dello zio...

... materno Bonifacio de’ Pitati, viene subito avviato agli studi pittorici. La scoperta delle opere di Raffaello e Tintoretto lo influenza profondamente, esegue copie di Tiziano con cui collabora e di cui porta a termine la Pietà ora alle Gallerie dell’Accademia.Tra il 1567 e il 1572 soggiorna a Roma grazie al supporto di Guidobaldo II Della Rovere Duca d’Urbino; a parte questa piccola parentesi è attivo per lo più a Venezia e nel Bergamasco, terra d’origine del padre.La prima commissione importante risale al 1578 quando gli vengono richieste tre tele per la Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale.Gli anni Ottanta e Novanta lo vedono impegnato nella realizzazione di cicli pittorici per le Scuole Veneziane o per edifici sacri. Ricordiamo: i dipinti per le sacrestie di San Giacomo dall’Orio e dei Gesuiti, quelli per la Scuola di San Giovanni Evangelista e per l’Ospedaletto dei Crociferi.Successivamente riceve nuove commissioni per Palazzo Ducale.La produzione successiva al 1600 consiste per la maggior parte di quadri di soggetto mitologico destinati ad un piccolo circolo di intellettuali.Muore a Venezia nel 1628 e viene sepolto nella chiesa di Santi Giovanni e Paolo.

Il nostro itinerario ha inizio dalla chiesa di san Giacomo dall’Orio, che abbonda di opere di Palma il Giovane. A lui spetta, infatti, la decorazione della sacrestia vecchia, commissionata dal parroco Giovanni Maria Da Ponte e terminata nel maggio del 1581. Il ciclo pittorico raffigura l’Eucarestia sotto il duplice aspetto, definito del Concilio di Trento, di sacrificio e sacramento. Alle pareti sono raffigurati episodi dell’Antico Testamento che rimandano al tema eucaristico (Il passaggio del Mar Rosso, Il serpente di bronzo, La discesa della manna ed Elia cibato dall’angelo); a questi si aggiungono Crocifisso tra la Madonna e san Giovanni e Cristo deposto nel sepolcro mentre Il Santissimo e i quattro evangelisti, al centro del soffitto, sono il perno dell’intero ciclo dal momento che l’Eucarestia non è rappresentata allusivamente, ma nella sua reale presenza. Sull’altare della sacrestia vecchia troviamo invece una pala raffigurante la Madonna con san Giacomo, san Silvestro, san Marco e il parroco Da Ponte. Nella vicina cappella Malipiero, tra 1581 e 1582, Palma il Giovane esegue due tele raffiguranti Il martirio di san Lorenzo e La distribuzione delle ricchezze sacre ai poveri.Tra i capolavori di Palma il Giovane, ma anche di tutta la pittura veneziana di fine secolo sono da ascrivere la Via Crucis e la Sepoltura di Cristo (1604 ca.) episodi del ciclo di dipinti sulla Passione di Cristo realizzato a più mani per le pareti della Cappella del Santissimo.Dello stesso autore possiamo poi ammirare una Moltiplicazione dei pani e dei pesci (1614 ca.) e un Cristo sostenuto da un angelo (1600 ca.).Lasciamo ora la ricca chiesa di San Giacomo dall’Orio, per dirigerci verso la vicina basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari. Qui sono conservate tre opere di Palma il Giovane: Discesa al limbo, Martirio di Santa Caterina, San Francesco ottiene l’indulgenza dal Papa Onorio III e la conferma della Regola.

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   crocifissione.jpg    eraclio_reca_la_croce_a_gerusalemme.jpg    pietro_invia_paolo_a_predicare_ad_aquileia.jpg    martirio_s_caterina.jpg

 

Ci dirigiamo ora in direzione di Rialto, così si passa per Campo San Polo, dove nell’omonima chiesa troviamo cinque tele di Jacopo a decorare il presbiterio. Alla nostra sinistra possiamo ammirare La consegna delle chiavi a san Pietro e san Pietro invia san Marco a predicare il vangelo ad Aquileia; di fronte a questi La tentazione di sant’Antonio Abate e La liberazione di sant’Antonio Abate; al centro La conversione di san Paolo. A conclusione del nostro itinerario visitiamo la chiesa di San Giovanni Elemosinario, a due passi dal ponte di Rialto. L’edificio custodisce importanti opere del secondo Cinquecento veneziano di pittori quali Tiziano, Pordenone, Domenico Tintoretto, Leonardo Corona e naturalmente Palma il Giovane. La scuola dei corrieri, che aveva sede nell’altare a destra del maggiore, aveva per patroni san Rocco e Santa Caterina d’Alessandria e commissiona a Palma proprio il martirio di quest’ultima che possiamo ancor oggi ammirare sulla parete di destra accanto all’altare. Sopra questa tela, una lunetta, opera dello stesso artista, rappresenta invece San Rocco che risana gli appestati. Di fronte a questi due dipinti, sulla parete sinistra possiamo infine vedere Eraclio che reca la Croce a Gerusalemme, opera del Palma risalente, come le altre qui presenti, agli anni Novanta del XVI secolo.
 
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